A Beni, Nord Kivu, il progetto continua

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Nel novembre 2018 si è concluso il progetto biennale “Ritorno alla vita”, promosso da Psicologi per i Popoli nel Mondo, sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e realizzato a Beni, Nord Kivu, dal partner locale, la ONG CIP Ecolo Justice.
Il progetto era finalizzato alla protezione, riabilitazione psicosociale e reinserimento scolastico e lavorativo di 180 bambini e adolescenti vittime di conflitti armati, in un contesto che per tutta la durata dell’intervento è stato caratterizzato da scontri armati, massacri e, nell’ultima fase, dal diffondersi del virus Ebola.
A dispetto della difficile situazione ambientale, le attività progettuali previste dal progetto, grazie al coraggio e alla competenza degli operatori del CIP, si sono realizzate quasi completamente, con un significativo impatto sulla vita dei beneficiari.

Qui di seguito la tabella dei risultati raggiunti

180 bambini e adolescenti sottoposti a assessment iniziale
72 bambini ospitati in famiglie affidatarie beneficiari di visite domiciliari
40 adolescenti formati alla gestione di attività generatrici di reddito
79 adolescenti formati al modello delle Assemblee di villaggio per il risparmio e il
credito
61 adolescenti formati sulla produzione di cesti di vimini
15 assistenti psicosociali formati sull’accompagnamento e il supporto psicosociale
15 RECOPE e operatori dei servizi pubblici formati sulla gestione degli strumenti
standard da utilizzare con i bambini e i meccanismi di allerta precoce
27 insegnanti formati sulle problematiche di salute mentale degli alunni
100 kit scolastici forniti ai bambini beneficiari del progetto
38 kit per l’avvio di attività generatrici di reddito forniti agli adolescenti
20 bambini e adolescenti ricongiunti con le famiglie di origine
22 bambini e adolescenti beneficiari di assistenza medica
123 genitori e tutori sensibilizzati sulla protezione dei bambini, sulle attività
generatrici di reddito e sulla prevenzione dell’Ebola
288 leader comunitari sensibilizzati sulla protezione dei bambini, sulle attività
generatrici di reddito e sulla prevenzione dell’Ebola

La conclusione del progetto “Ritorno alla,vita” non ha tuttavia segnato la fine del lavoro di supporto ai bambini e agli adolescenti vulnerabili promosso da Psicologi per i Popoli nel Mondo e dal CIP nel difficile contesto del Nord Kivu.
A seguito di una raccolta fondi realizzata grazie alla generosità di una coppia che ha devoluto i regali di nozze al progetto, è stato possibile avviare a Beni la costruzione di un Centro Comunitario che servirà come sede per la formazione professionale di altri minori e per il supporto psicosociale per i più vulnerabili, oltre che come luogo di riunioni ed eventi culturali.
Iniziata nel gennaio 2019, la costruzione del centro terminerà nella prossima primavera.

Fornitura di kit scolastici per sostenere la scolarizzazione degli alunni vulnerabili beneficiari del progetto

In occasione degli incontri con i responsabili delle scuole. con i comitati dei bambini e dei genitori, e con i responsabili del Ministero dell’istruzione, i genitori hanno chiesto che i kit scolastici fossero consegnati nel mese di giugno, poiché ci sono bambini che stanno concludendo il ciclo primario, mentre altri si sposteranno con le loro famiglie durante le vacanze.
Si è dunque convenuto di procedere alla distribuzione dei kit scolastici il giorno 9 giugno presso la scuola primaria Kitokolo a Oicha. Ne hanno beneficiato 100 alunni di cui 52 maschi e 48 femmine.

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Formazione degli adolescenti beneficiari del progetto sulle Associazioni di Villaggio per il Risparmio ed il Credito (AVEC)

La formazione ha avuto luogo il 30 marzo, il 2 aprile, il 26 aprile e il 7 maggio presso la sala riunioni del Centro di ascolto di Oicha, con l’obiettivo generale di insegnare agli adolescenti il funzionamento del modello AVEC.
Vi hanno partecipato 79 adolescenti, di cui 61 femmine e 14 maschi, suddivisi in due gruppi, oltre a 4 assistenti psicosociali.
Il contenuto della formazione ha riguardato i seguenti argomenti :
– nozioni generali sulle AVEC
– programmazione delle operazioni ;
– riunioni preparatorie.
Rispetto al primo punto, i ragazzi hanno appreso che una Associazione di Villaggio per il Risparmio ed il Credito (AVEC) è un gruppo formato da 15-25 persone che risparmiano collettivamente e richiedono piccoli prestiti da investire in attività produttive.
Le AVEC sono gestite dai loro membri. L’equipe del progetto non partecipa alla gestione e non si occupa dei fondi che appartengono ai membri. Ogni associazione dispone di un Comitato di gestione formato da cinque persone elette dai membri, che resta in carica un anno e redige un regolamento interno contenente le norme riguardanti la Cassa di solidarietà e gli acquisti. Ogni membro dispone di un voto nell’elezione del Comitato di gestione e del regolamento interno.
Alla fine di ogni annualità tutti i crediti in corso sono incassati e il Fondo di Credito è ripartito tra i membri in modo proporzionale alla somma che hanno risparmiato.
In merito al programma delle operazioni, è stato presentato il calendario di formazione e di supervisione di una AVEC, suddiviso in 4 fasi : fase preparatoria, fase intensiva, fase di sviluppo e fase di maturità.
Il programma delle riunioni preparatorie ha l’obiettivo di ottenere l’autorizzazione dei capi tradizionali e delle autorità locali per poter lavorare in una zona di intervento e conquistare il loro appoggio nell’organizzazione di una riunione pubblica per descrivere il funzionamento del programma.
Per la costituzione delle AVEC, sono stati creati quattro gruppi le cui riunioni si terranno a Beni per i residenti nell’area Beni-Mavivi e a Oicha per i residenti nell’area Mbau-Oicha-Maimoya.

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In memoria di Marie Masika Siwera

IMG_20180223_120709Nella notte di sabato 12 maggio è mancata a causa di un male incurabile Marie Masika Siwera, assistente psicosociale e formatrice nell’équipe del CIP Ecolo Justice, Fino agli ultimi giorni ha lavorato intensamente nel progetto “Ritorno alla vita” per la formazione degli adolescenti sulle attività generatrici di reddito. A lei il saluto commosso di Psicologi per i Popoli nel Mondo e la vicinanza di tutti noi alla sua famiglia e ai suoi colleghi.

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…Ma la vita continua: danser pour changer, chanter pour la paix

Vue du Festival Amani à Goma (Nord-Kivu)/Ph. Nzi Rwakabuba
Vue du Festival Amani à Goma (Nord-Kivu)/Ph. Nzi Rwakabuba

Tra mille difficoltà, gli psicologi del CIP (Centre d’Intervention Psychosociale), con la consulenza a distanza di Psicologi per i Popoli nel Mondo, stanno realizzando uno straordinario lavoro di sostegno psicologico individuale e di gruppo a favore dei bambini beneficiari e delle loro famiglie, promuovendone il reinserimento scolastico e offrendo agli adolescenti occasioni di formazione professionale e di inclusione socio-lavorativa.
Il Nord Kivu, provincia orientale della Repubblica Democratica del Congo, al confine con l’Uganda e il Ruanda, è da decenni teatro di guerre feroci e devastanti che hanno colpito la popolazione con massacri indiscriminati e costretto migliaia di persone ad esodi forzati.
I bambini, come sempre, sono i soggetti più vulnerabili, spesso testimoni dell’eccidio dei familiari, reclutati come soldati o schiavi sessuali, privati dell’istruzione primaria, esposti a situazioni traumatiche estreme.
In un simile contesto, apparentemente senza speranza, emerge tuttavia la incredibile capacità di resilienza della società civile del Nord Kivu che, nonostante e al di là della tragedia in cui è immersa, resiste, non smette di credere alla pace, anima gruppi di volontari che si adoperano a favore delle vittime, riesce persino a concedersi momenti di svago.
A Goma, capoluogo della provincia, si è svolta dal 9 all’11 febbraio la quinta edizione del festival Amani (parola che nella lingua Kiswahili significa Pace), un evento musicale e culturale caratterizzato dallo slogan “Danser pour changer, chanter pour la paix “.
Vi hanno partecipato oltre 35.000 persone che hanno assistito alle perfomance di Hervé Ferre Gola, celebre cantante, compositore e danzatore congolese, di artisti provenienti dal Burundi, Uganda e Congo Brazzaville, di gruppi tradizionali dei diversi territori del Nord Kivu.
Il festival non si è limitato a coinvolgere il pubblico in canti e danze: con lo slogan “non c’è pace senza lavoro”, sono stati infatti presentati dieci progetti di imprenditoria giovanile, quattro dei quali premiati con 2500 dollari e l’accompagnaeto di specialisti per lo start up.
A conclusione del festival, il professor Yoka Lye Mudaba, direttore dell’istituto nazionale delle arti (INA) ha dichiarato: “E’ stato emozionante vedere questi giovani venuti dall’Africa orientale danzare insieme e ripetere il messaggio di pace. Sono momenti intensi che si dovrebbero vedere più spesso. Perché la pace non è soltanto il silenzio delle armi, è un’ascesa, un’educazione permanente che dobbiamo interiorizzare fino dai primi anni di vita”.

Valutazione del livello di stabilità psico-affettiva raggiunto dai bambini beneficiari del progetto

 

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Nel mese di novembre 2017 gli operatori del CIP Ecolo Justice hanno organizzato sedute individuali con 158 bambini beneficiari, finalizzate a raccogliere le loro testimonianze in merito ai cambiamenti avvenuti sui piani psicologico, fisico, delle relazioni familiari ed ambientali.

Risultati

N° Stabilità totale %                                           Stabilità parziale %
Psicologica 119 (75%)                                        Psicologica 39 (25%)
Fisica 139 (88%)                                                  Fisica 19 (12%)
Familiare 129 (82%)                                           Familiare 29 (8%)
Ambientale 136 (86%)                                       Ambientale 22 (14%)

Oltre il 70% dei bambini ha recuperato una situazione di stabilità psico-affettiva, in termini di stima di sé e fiducia negli altri, nonostante i contesti in cui vivono non forniscano ancora sufficienti garanzie di sicurezza. I segni delle traumatizzazioni subite non impediscono loro di lavorare in modo produttivo e di partecipare attivamente alle attività comunitarie.
Oltre l’80% dei bambini testimonia di essere in buone condizioni fisiche, nonostante le malattie contratte a causa della denutrizione.
La stessa percentuale di bambini dichiara di avere buone relazioni familiari con le famiglie a cui sono state affidati, nonostante le problematiche che insorgono saltuariamente.
Dalle sedute di sensibilizzazione è emerso che, trovandosi tutti in pericolo a causa della guerra e dei massacri, le famiglie hanno sviluppato un forte sentimento di solidarietà, al punto che gli atti di discriminazione e di stigmatizzazione verso i bambini vulnerabili sono diminuiti.
Oltre l’80% dei bambini testimonia di sentirsi in buona relazione con l’ambiente circostante, soprattutto rispetto alle famiglie del vicinato, agli altri bambini e ai fedeli della chiesa
Questa valutazione è avvenuta nel novembre 2017, quando la situazione securitaria era ancora relativamente calma.
In dicembre, nel « triangolo della morte » intorno alla città di Mbau, si è avuto un attacco ai caschi blu tanzaniani che ha causato numerosi morti e spostamenti di popolazione verso Oicha, Beni e Mutwanga.
A causa degli scontri in corso tra l’esercito congolese e i gruppi ribelli è probabile che la situazione psico-affettiva dei bambini subisca dei cambiamenti.

Avviata la seconda annualità del progetto “Ritorno alla vita”

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E’ stata avviata il 1 novembre 2017 la seconda annualità del progetto « Ritorno alla vita », sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.

Questi sono gli obiettivi del progetto:
1. Promuovere la resilienza psicologica dei bambini e degli adolescenti beneficiari del prgetto, vittime dei conflitti armati nel territorio di Beni. Lungo la direttrice Oicha – Beni e nelle zone circostanti, attraverso attività di detraumatizzazione e la presa in carico psicologica..
2. Lottare contro la dispersione scolastica dei 100 bambini vulnerabili attraverso l’allevamento di piccoli animali ;
3. Favorire la resilienza economica degli 80 adolescenti vulnerabili beneficiri del progetto attraverso kit di avvio di attività generatrici di reddito ;
4. Prevenire i casi di abuso e violenza e il reclutamento di bambini da parte dei gruppi armati nel territorio di Beni attraverso interventi di mobilitazione comunitaria.

Nel corso del primo trimestre sono state svolte le seguenti attività :
1. Sostegno psicosociale individuale e di gruppo s fsvore di 158 bambini da parte degli assistenti psicosociali ;
2. Attività formative :
• Formazione dei bambini e degli adolescenti beneficiari
• Formazione degli assistenti psicociali sull’accompagnamento e il supporto psicosociale :
3. Riunioni finalizzate allo scambio di esperienze tra gli assistenti psicosociali , i RECOPE, gli operatori dell’Ufficio Affari Sociali e dell’Ufficio di protezione dell’infanzia e dei responsabili scolastici sui diritti dei bambini a Oicha ;
4. Incontro di valutazione sui bisogni dei bambini per il rinforzo delle competenze con i comitati RECOPE
5. Rafforzamento del Centro di ascolto di Oicha e chiusura del centro di Mbau per ragioni si sicurezza.
6. Consulenza a distanza di PPM sulle attività psicosociali.

 

Conclusa la prima annualità del progetto “Ritorno alla vita”: i risultati raggiunti

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Il 30 ottobre 2017 si è conclusa la prima annualità del progetto “Ritorno alla vita”.

In sintesi i risultati raggiunti:

1.    180 bambini e adolescenti vulnerabili identificati e selezionati come beneficiari ;
2.     55 bambini e adolescenti sottoposti a esami e cure mediche ;
3.     37 assistenti psicosociali formati sull’accompagnamento e il supporto psicologico ;
4.     27 membri delle Reti Comunitarie di Protezione dell’Infanzia formati sui  meccanismi comunitari di protezione dei bambini ;
5.     12 operatori dei servizi pubblici formati alla presa in carico psicosociale ;
6.     36 insegnanti delle scuole primarie formati sulla protezione dei bambini vulnerabili ;
7.     allestiti e avviati 3 Centri di ascolto nel territorio di Beni ;
8.     180 bambini e adolescenti hanno fruito del supporto psicologico individuale e di gruppo ;
9.     180 schede di valutazione psicosociale compilate ;
10.   100 bambini intervistati dagli insegnanti ;
11.   100 bambini coinvolti in giochi creativi e ricreativi ;
12.   100 bambini iscritti nelle scuole primarie per l’anno scolastico 2017-18 ;
13.     80 adolescenti formati ad attività professionali generatrici di reddito ;
14.     13 bambini sfollati separati dalle famiglie , ricongiunti
15.     15 adolescenti sfollati separati dalle famiglie, ricongiunti ;
16.      8 bambini collocati in famiglie affidatarie ;
17.   348 tutori e leader comunitari sensibilizzati sulla protezione dei bambini.

 

Consulenza a distanza di Psicologi per i Popoli nel Mondo

Nel corso del primo quadrimestre, la consulenza a distanza di PPM si è concentrata su tre punti specifici:
a) Elaborazione congiunta del modulo di formazione sulla presa in carico psicosociale dei bambini attraverso l’invio del documento “Linee-guida sul supporto psicosociale nel quadro dei programmi di sviluppo comunitario nel paesi a basso reddito”. Il modulo è stato utilizzato per la formazione degli assistenti psicosociali, degli insegnanti, delle RECOPE e degli operatori dei servizi pubblici;
b) Elaborazione congiunta delle schede di valutazione psicosociale dei bambini e degli adolescenti;
c) Analisi congiunta delle cartelle individuali dei bambini vulnerabili.
Sono state predisposte due schede, una per I bambini e una per gli adolescenti, finalizzate a ricavare informazioni personalizzate per ogni beneficiario.
La prima scheda permette di conoscere il bambino nella sua dimensione cognitiva, comportamentale, affettiva-relazionale e di approfondire la sua storia di vita.
Il secondo strumento utilizzato è un test proiettivo che ha permesso di conoscere la dimensione sociale e individuale di ogni adolescente, in modo da meglio orientarli alle attività formative.
Le schede hanno consentito agli insegnanti di aggiornare in breve tempo la situazione dei bambini e di comunicare i dati al Centro di ascolto di riferimento. Hanno inoltre permesso all’èquipe di progetto di migliorare la presa in carico psicosociale e organizzare le attività ludiche, ricreative e creative, in relazione al programma di detraumatizzazione.
Nei due quadrimestri successivi, la consulenza si è incentrata sui temi del primo soccorso psicologico, della tecnica del defusing e della terapia sistemica di gruppo.
Lo strumento del primo soccorso psicologico è servito agli operatori del CIP per intervenire sul terreno nei confronti di bambini traumatizzati dagli scontri avvenuti nei dintorni di Mbau. A questo fine è stata organizzata una seduta di lavoro con tutta l’équipe per la comprensione e la condivisione di tale tecnica
Sono stati inoltre organizzati incontri di defusing con i bambini sfollati a causa degli eventi bellici.
Elementi tratti dalle indicazioni relative alla terapia sistemica di gruppo sono stati infine applicati nelle attività di sensibilizzazione con i genitori e i tutori dei bambini, con lo scopo di aiutarli ad analizzare e identificare a livello familiare i fattori che favoriscono od ostacolano il benessere dei bambini.

Formazione socio-professionale di 80 adolescenti

Studio di mercato
In prima istanza, è stato realizzato dagli operatori del CIP uno studio di mercato per consentire agli attori del progetto di orientare gli adolescenti sugli ambiti più utili di formazione. I risultati dello studio sono serviti a raccogliere maggiori informazioni presso le ONG del territorio in merito ai programmi formativi.

Identificazione degli atelier
Sono stati identificati quattro atelier di taglio e cucito tra i quali due sono risultati validi e rispondenti alle norme. Per la calzoleria sono stati identicati due atelier, ma uno solo risponde ai criteri di selezione. Dei quattro atelier di falegnameria solo uno corrisponde ai criteri, mentre dei quattro atelier per parrucchieri ne sono stati selezionati due. Infine sono stati ritenuti idonee due officine di riparazione auto.
Criteri di selezione
– Esistenza di un minimo di attrezzature
– Documenti di autorizzazione
– Apertura da almeno un anno
– Aver già formato almeno due giovani
– Assicurazione per gli apprendisti
– Almeno tre artigiani formatori qualificati
– Capacità di accolgienza sufficiente (almeno 5 apprendisti)
– Applicazione di un orario di lavoro

Avvio delle attività di formazione professionale
Sono state attivate in prima battuta tre attività di formazione :

1. Allevamento di piccoli animali    
E’ stato consigliato di orientarsi verso l’allevamento di polli e conigli, animali a rapida riproduzione e di ampio consumo nei mercati. Sono state costruite a titolo sperimentale delle conigliere con la capacità di allevare 20 conigli e ospitarne circa 200 dopo la riproduzione.

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2. Agricoltura e orticultura.
Nell’ambito agricolo gli adolescenti sono stati formati alla coltivazione di cinque tipi di prodotti tipici della regione : amaranto, melanzana, cavolo, pomodoro e spinaci. Allo scopo, è stato acquisito un campo pilota lungo 60 metri e largo 30 nel villaggio di Oicha, accanto al Centro di ascolto e alla scuola primaria Kitokolo. Il campo è circondato da abitazioni per prevenire rischi nei confronti dei ragazzi. Gli adolescenti sono stati formati  sulla fertilizzazione organica del suolo e sull’orticoltura da un agronomo del CIP, che ha collaborato con loro nella preparazione del suolo e nelle attività fitoterapiche elementari fino all’acquisto dei vari tipi di sementi.
Orari della formazione : il lunedì, il mercoledì e il sabato dalle 6,30 alle 10,30.
Al termine della formazione ogni adolescente è stato fornito dei prodotti necessari per gestire le coltivazioni nella propria abitazione.

3. Falegnameria
Per quanto riguarda la formazione in falegnameria, si è cominciato con quattro adolescenti, che hanno seguito contemporaneamente le formazioni in allevamento e agricoltura, in modo da disporre dei mezzi necessari ad autofinanziarsi i corsi di apprendistato. La formazione, è iniziata in un atelier presso Oicha.

Per la formazione all’allevamento di piccoli animali si è registrata la partecipazione dell’80% degli adolescenti. Così per il corso di agricoltura e orticultura. Ciò è dovuto al doppio vantaggio di ridurre l’insicurezza alimentare e generare redditi immediati. A partire dalle attività agropastorali alcuni adolescenti potranno seguire moduli formativi in altri ambiti. come il risparmio e credito, previsti nella seconda annualità del progetto.
La formazione in falegnameria si è invece rivelata più adatta agli adolescenti maggiori dei 16 anni. La formazione in taglio e cucito è stata infine scelta da 28 adolescenti, in massima parte femmine, il 35% del totale.